Quanto dura la salita al cratere

La mezz’ora vera
Venticinque o trenta minuti è il tempo della maggior parte delle persone, con passo normale e una sosta breve. Il sentiero gira attorno al cono, la pendenza è costante e non c’è nessun tratto in cui servano le mani. Quello che sorprende è il terreno: il lapillo cede sotto il piede a ogni passo, quindi si spinge un po’ di più del previsto. Chi cammina piano ci mette quaranta minuti e non è un problema, purché la fascia oraria del biglietto lo permetta.
La discesa è più veloce e più insidiosa. I sassolini rotolano sotto la suola e chi ha scarpe basse se li ritrova dentro. Lee, che ha fatto il transfer da Pompei, ha lasciato l’avvertimento più utile che abbiamo letto: niente sandali, in discesa fanno male. La lista completa di cosa mettere ai piedi sta in cosa portare.
Perché c’è chi dice un’ora
Nelle recensioni si legge di tutto, da venti minuti a un’ora. Non si contraddicono: stanno misurando cose diverse. Gey, dalla Francia, parla di un’ora di cammino per arrivare al cratere, e ha ragione se conti dal punto in cui scendi dal mezzo, con la coda al varco, la sosta a metà e le foto. Chi dice venticinque minuti sta cronometrando solo la salita. Quando pianifichi, usa il numero grande.
Quanto tempo ti lascia ogni formula
La differenza fra una salita riuscita e una corsa non sta nella montagna, sta nel tempo che il tuo tour ti lascia sul posto.
- Il transfer da Pompei dura tre ore in tutto e lascia circa un’ora e mezza libera in cima: di tutte le formule corte è quella che dà più montagna.
- Il Vesuvio Easy Tour sta fra le tre e le quattro ore. Michael, dalla Germania, scrive che con due ore e quarantacinque c’era il tempo di salire con calma, restare in cima e riscendere; Paulina aggiunge che lassù si starebbe volentieri un po’ di più.
- La formula andata e ritorno da Napoli con Pompei prevede circa 100 minuti al Vesuvio, che con la salita dentro sono giusti, non abbondanti.
- Le giornate che mettono insieme i due siti stanno sulle sette ore: il tempo al cratere si accorcia per forza, ed è il compromesso di cui parliamo in Vesuvio e Pompei.
Come non arrivare col fiato corto
Il consiglio più banale è anche l’unico che funziona: parti piano. La prima parte sembra facile e invoglia ad andare forte, poi il lapillo presenta il conto a metà salita. In estate conta anche l’ora: sul cono non c’è ombra, e la stessa mezz’ora a metà pomeriggio pesa il doppio che alle nove del mattino. Su questo abbiamo una pagina intera, quando andare.
Metti in conto dieci minuti che nessuno ti dice: quelli che passi fermo sul bordo senza fare niente. È il motivo per cui sei salito, e sono i primi che si perdono se il tour ha fretta.
Scegli lo slot con calma
Con il biglietto salta-fila scegli tu la fascia oraria, quindi decidi anche quanto tempo hai davvero per salire, restare in cima e riscendere senza correre.
Domande frequenti
Quanto ci vuole per arrivare al cratere del Vesuvio?
Circa 25–30 minuti a piedi dal parcheggio a quota 1.000 metri fino al bordo, intorno ai 1.170. Fra salita, giro e discesa il percorso è di circa 4 chilometri.
È una salita difficile?
Non tecnicamente. La pendenza è costante e non ci sono tratti esposti; la fatica arriva dal lapillo, la ghiaia vulcanica che cede sotto il piede. Chi cammina normalmente ce la fa.
Quanto tempo serve in totale sulla montagna?
Almeno un’ora e mezza per salire, stare sul bordo e riscendere senza correre. I tour corti che lasciano meno tempo sono confrontati in tutti i tour.
La discesa è più facile?
È più veloce ma più scivolosa: i sassolini rotolano sotto la suola. Servono scarpe chiuse, come spieghiamo in cosa portare.