Il Vesuvio, la guida completa

Il Vesuvio è un vulcano attivo alto circa 1.281 metri sul golfo di Napoli, in fase di quiete dal 1944, dentro un parco nazionale istituito nel 1995 dove la salita al bordo del cratere si fa a piedi, su un unico sentiero, con un biglietto valido per una fascia oraria prenotata.
Che montagna è, di preciso
Non è il cono unico che disegnano i bambini. Il Vesuvio è un somma-stratovulcano: il bordo di una caldera più antica, il Monte Somma, abbraccia metà del cono più giovane, e la conca fra i due si chiama Valle del Gigante. Guardando il profilo da Napoli si vedono due cime: la seghettata a sinistra è il Somma, quella regolare a destra è il Gran Cono.
Il cratere in cima è largo circa 450 metri e profondo circa 300. Dalle pareti esce ancora vapore: sono le fumarole. Lava a vista non ce n’è, e non esiste nessun lago di lava. Chi sale aspettandosi il rosso resta deluso.

Non stai comprando «il vulcano»
Quello che si prenota sono fino a tre cose separabili: il biglietto a orario per il sentiero del cratere, il trasporto fino al varco del parco, e in certi casi una guida. Si possono avere in qualsiasi combinazione. La differenza fra un pomeriggio riuscito e uno sprecato quasi mai sta nel «tour»: sta nell’aver preso la combinazione giusta. Le sei opzioni sono confrontate in tutti i tour; il solo biglietto è spiegato in biglietti per il Vesuvio.
Una cosa sorprende chi arriva con la canzone in testa: la funicolare del 1880, quella di Funiculì Funiculà, fu distrutta nel 1944 e non è mai stata ricostruita. Non c’è nessuna cabinovia. Chi ti promette la cima senza camminare ti sta raccontando una montagna che non esiste più da ottant’anni.
Com’è il sentiero, sotto i piedi
L’asfalto finisce a un parcheggio intorno ai 1.000 metri. Da lì il Sentiero n. 5, «Il Gran Cono» gira attorno al cono e sale fino a circa 1.170 metri: 25–30 minuti per la maggior parte delle persone, circa 4 km fra andata, giro sul bordo e ritorno. Il fondo è lapillo, ghiaia vulcanica sciolta: in salita rallenta, in discesa rotola sotto la suola ed entra nelle scarpe basse. Il sentiero non è accessibile in carrozzina e non si fa con il passeggino.
Io lo dico sempre a chi mi chiede consiglio al bar: il Vesuvio non è una montagna difficile, è una montagna che punisce le scarpe sbagliate. Ho visto scendere più gente seduta sul sedere per colpa dei sandali che per la pendenza. Le andature vere stanno in quanto dura la salita, la lista dello zaino in cosa portare.

Cosa si vede da lassù
Girandosi di spalle al cratere, con l’aria pulita, si apre il golfo di Napoli per intero: Capri, Ischia, Procida, la penisola sorrentina, e dietro le spalle gli Appennini. In giornata umida, invece, si vede il parcheggio e poco altro: è il rischio che ti prendi. Che cosa si distingue e in quali condizioni sta in cosa si vede dal cratere.
Il 1944, che qui è ancora ieri
L’eruzione del 79 d.C. seppellì Pompei, Ercolano, Oplontis e Stabia. Pompei finì sotto lapilli e cenere, non sotto una colata di lava, ed è il malinteso più diffuso su tutta la faccenda. Ma la data che conta per chi vive qui è un’altra: marzo 1944. L’ultima eruzione distrusse gran parte di San Sebastiano al Vesuvio e di Massa di Somma, uccise circa 26 persone e ridusse in pezzi decine di bombardieri B-25 alleati fermi al campo di volo vicino. La famiglia di mia nonna perse la casa a San Sebastiano e scese a vivere sulla marina: è il motivo per cui sono nato a Torre del Greco e non là sopra. Il racconto disteso è in l’ultima eruzione.
Il vulcano oggi, senza profezie
Dal 1944 il Vesuvio è quiescente: sismicità di basso livello e attività fumarolica, nessuna eruzione. L’Osservatorio Vesuviano, fondato nel 1841 e oggi parte dell’INGV, è il più antico osservatorio vulcanologico del mondo, e la montagna è sorvegliata senza interruzioni. La zona rossa del piano di evacuazione comprende circa 25 comuni e intorno a 700.000 residenti; il piano si regge sul fatto che un’eruzione sarebbe preceduta da segnali misurabili.
Qui non troverai una data, e nemmeno la parola che i giornali tirano fuori a ogni anniversario. Nessuno lo sa. Quello che si sa è che è un vulcano attivo in una fase tranquilla, guardato da vicino più di quasi ogni altro: il Vesuvio attivo oggi e una nuova eruzione entrano nel merito, e sulla sicurezza della salita la risposta lunga sta in è sicuro salire.
La montagna chiude, e non è colpa di nessuno
Vento forte, temporali e neve fanno chiudere il sentiero del Gran Cono, a volte con poche ore di preavviso, d’inverno come in primavera. Sull’orlo di un cratere aperto, con quel fondo, il vento è un problema serio. Per questo la cancellazione gratuita e un operatore che riorganizza, di solito dirottando su Ercolano, valgono qui più che su qualsiasi altra escursione in Campania. Uno dei nostri recensori, Nicola, si è trovato in quella situazione e ha lasciato un giudizio alto proprio per come è stata gestita: quando il parco chiude.
Vesuvio o Pompei
Due siti separati, due biglietti separati, due stanchezze diverse: da una parte una salita corta e ventosa con una vista in premio, dall’altra una città da attraversare a piedi per ore sotto il sole. Farli nello stesso giorno è una scelta legittima, e mezza Campania campa su quella scelta. Si paga però in tempo: la sosta sul bordo del cratere è la prima cosa che si accorcia. Se hai un giorno solo, sappilo prima invece di scoprirlo lassù. La questione è sviscerata in Vesuvio e Pompei, e se ti stai chiedendo se la montagna meriti il posto in agenda, la risposta onesta sta in ne vale la pena.
Pronto a prenotare?
Il biglietto a fascia oraria con guida digitale è il punto di partenza per la maggior parte dei visitatori. Se preferisci qualcuno che ti spieghi le fumarole, guarda i tour con guida vulcanologica; se hai un giorno solo, valuta Pompei e Vesuvio insieme.
Domande frequenti
Quanto dura la salita al cratere del Vesuvio?
Dal parcheggio a circa 1.000 metri all’orlo del cratere si cammina venticinque o trenta minuti, su lapillo. Il giro completo con la discesa è intorno ai 4 km. I dettagli sono in quanto dura la salita.
Serve prenotare il Vesuvio in anticipo?
Sì: l’ingresso al sentiero del Gran Cono è a fascia oraria e si prenota prima. Come funziona è spiegato nella pagina biglietti per il cratere.
Il Vesuvio è attivo?
È un vulcano attivo in fase di quiescenza: l’ultima eruzione è del marzo 1944 e da allora ci sono solo fumarole e sismicità di fondo. Vedi il Vesuvio oggi.
Si può fare Vesuvio e Pompei nello stesso giorno?
Sì, ed è la formula più venduta, ma toglie tempo a entrambi i siti. Il confronto onesto è in Vesuvio e Pompei.