L’ultima eruzione del Vesuvio

Cosa successe nel marzo del 1944
Il Vesuvio eruttò mentre l’Italia meridionale era attraversata dalla guerra. La colata scese verso i paesi sul versante nord-occidentale e travolse gran parte di San Sebastiano al Vesuvio e di Massa di Somma. Le vittime furono circa ventisei. È un numero piccolo rispetto a quello che l’eruzione distrusse in termini di case e terreni, e questo dice qualcosa su quanto conti avere il tempo di spostarsi.
La coincidenza con la guerra produsse l’immagine più citata di quell’evento: decine di bombardieri B-25 alleati, parcheggiati nel campo d’aviazione vicino, furono distrutti dalla cenere e dai lapilli. Fotografie di aerei militari sepolti da un vulcano sono un’immagine che resta.
Il pezzo che manca ancora oggi
L’eruzione portò via anche la funicolare, quella inaugurata nel 1880 e resa celebre da Funiculì Funiculà. Non fu mai ricostruita e oggi non esiste nessuna cabinovia. È il motivo per cui la salita al bordo del cratere si fa a piedi, venticinque o trenta minuti dal parcheggio a quota mille: la spiegazione pratica sta in quanto dura la salita e come arrivare al Vesuvio.
Ottant’anni di silenzio non sono niente
Dal 1944 il Vesuvio è in quiete: sismicità di basso livello e attività fumarolica, nessuna eruzione. Per una vita umana è tanto tempo; per un vulcano è un intervallo come tanti. Su cosa significhi esattamente «attivo ma quieto» abbiamo scritto il Vesuvio è attivo oggi, e sul piano di protezione civile e la zona rossa una nuova eruzione del Vesuvio.
Il 1944 e il 79 non sono la stessa storia
L’eruzione del 79 d.C. è quella che seppellì Pompei, Ercolano, Oplontis e Stabia, ed è di un altro ordine di grandezza. Pompei finì sotto lapilli e cenere, non sotto una colata di lava, cosa che sorprende molti visitatori. Il rapporto fra il vulcano e gli scavi sta in Vesuvio e Pompei. Il 1944, invece, è storia di famiglia: la famiglia di mia nonna perse una casa a San Sebastiano e scese ad abitare sulla costa. In molte case di Torre del Greco c’è una storia come questa, raccontata sempre con lo stesso tono pratico.
Cosa se ne vede salendo
Sul bordo del cratere il 1944 non ha un cartello, ma si vede: le pareti del cono sono a strati, e ogni strato è una fase. Con una guida che li legge, la salita diventa una cronologia; senza, restano rocce grigie. Il dettaglio di cosa si osserva davvero è in cosa si vede dal cratere.
Se il 1944 ti interessa davvero, guarda il vulcano dal basso prima di salirci: dai paesi del versante si capisce dove la colata è passata molto meglio che dal bordo.
Sali dove è successo
Il biglietto salta-fila con guida digitale ti dà lo slot per il sentiero del Gran Cono, con o senza il passaggio da Napoli, da Pompei o l’ingresso a Ercolano.
Domande frequenti
Quando c’è stata l’ultima eruzione del Vesuvio?
Nel marzo 1944. Da allora il vulcano è in fase di quiete, con sismicità di basso livello e attività fumarolica.
Che danni fece l’eruzione del 1944?
Distrusse gran parte di San Sebastiano al Vesuvio e di Massa di Somma, causò circa 26 vittime e distrusse decine di bombardieri alleati B-25 parcheggiati nel campo d’aviazione vicino.
Perché non c’è più la funicolare?
Fu distrutta proprio dall’eruzione del 1944 e non è mai stata ricostruita. Oggi l’ultimo tratto si fa a piedi: vedi quanto dura la salita.
L’eruzione del 1944 è paragonabile a quella del 79 d.C.?
No, sono di scala diversa. Quella del 79 seppellì Pompei, Ercolano, Oplontis e Stabia: ne parliamo in Vesuvio e Pompei.